Elisabeth gets her way

69,00 €

Quattro partiture per clavicembalo della musicista polacca Elisabeth Chojnacka, rilette con il corpo trasfigurato dal danzatore Jan Martens, oltre le forme e i generi.

Elisabeth gets her way

 

coreografia e performance Jan Martens

light design Elke Verachtert

costumi Cédric Charlier

tecnica del suono Yanna Soentjens

estratti video © Archives INA: per la lista completa www.grip.house

occhio esterno Marc Vanrunxt, Anne-Lise Brevers, Rudi Meulemans

direzione tecnica Michel Spang, Elke Verachtert

produzione GRIP

coproduzione deSingel (Antwerpen, BE), Les Hivernales – CDCN d’Avignon (FR), Julidans (Amsterdam, NL), C-TAKT (Limburg, BE), Perpodium (BE)

distribuzione internazionale A Propic – Line Rousseau, Marion Gauvent

residenze deSingel (Antwerpen, BE), Les Hivernales – CDCN d’Avignon (FR), Toneelhuis (Antwerpen, BE), ccBe (Antwerpen, BE), C-TAKT (Limburg, BE), CND – Centre national de la danse (Paris, FR)

con il suopporto di Flemish Government, Tax shelter of the Belgian Federal Government, Cronos Invest

grazie a INA - l'Institut National de l' Audiovisuel, Les Ballets de Monte-Carlo sous la Présidence de S.A.R. la Princesse de Hanovre- Direction: Jean-Christophe Maillot, Graciane Finzi, Régis Mitonneau, Anne Montaron, Emmanuelle Tat, François-Bernard Mâche, Zygmunt Krauze, Stephen Montague, Raphaël de Gubernatis, Claire Verlet, Ty Boomershine, Joris van Oosterwijk, Liselotte Sels & Kinga Jaczewska

 

Prima nazionale

Presentato nell’ambito del festival Gender Bender

 

Un poliedrico ritratto danzato di Elisabeth Chojnacka, eclettica clavicembalista polacca capace di fondere nel suo repertorio musica classica e d’avanguardia, in ascolto e connessione coi cambiamenti culturali e sociali del secondo Novecento. In questo solo Jan Martens spazia tra stili e generi diversi seguendo il ritmo di quattro partiture interpretate dalla musicista nel corso della sua carriera, intervallate da interviste e immagini di repertorio sullo sfondo. Come un clavicembalo, il corpo del coreografo è plasmato e trasfigurato – nella forma e nel genere – dagli stimoli sonori, restituendo una performance-tributo sfaccettata e multiforme. 

Jan Martens è un coreografo, performer e danzatore belga. Ha studiato alla Fontys Dansacademie di Tilburg e ha completato il programma di danza presso l’Artesis Royal Conservatory di Anversa nel 2006. Il lavoro di Martens è alimentato dalla convinzione che ogni corpo possa comunicare e abbia qualcosa da dire. Con ogni nuovo lavoro cerca di ridisegnare il rapporto tra pubblico e performer. Jan Martens torna a Teatri di Vita, ancora una volta con il festival Gender Bender, dopo l’emozionante Victor, di cui è stato coreografo, con la danza di un adulto e un bambino.